Filiera della cannabis, il nuovo business andrà in fumo?

Filiera della cannabis, il nuovo business andrà in fumo?

Filiera della cannabis, il nuovo business andrà in fumo?

È agricoltura, sostengono i coltivatori della filiera della cannabis, certo è che non si tratta di magia o altre stregonerie. Piantano un seme, lo accudiscono e fanno crescere una pianta innocua, anzi miracolosa per i suoi molteplici effetti e implicazioni collaterali. Diciamo che in questo momento storico la canapa sta o stava … (vedremo cosa succede), realizzando un piccolo miracolo economico, offrendo una possibilità di lavoro a molte persone. Per lo più giovani, ma anche molti agricoltori convertiti che hanno visto nella canapa un modo per vedere riconosciuto al meglio il loro lavoro. Se pensiamo che le grandi compagnie dalla GDO pagano per i pomodori agli agricoltori una decina di centesimi il chilo … Capite che la “canna” a ragion veduta è molto più interessante a parità di impegno e fatica!

Tutto questo per dire che la situazione è un diciamo un po’ a cazzo. Che in Italia, come al solito si è venuta a creare sta facendo il solito casino e danni, mettendo in crisi la filiera della cannabis. L’attuale situazione è che sia i coltivatori come anche i proprietari dei coffee shop stanno un po’ con il culo stretto, perché non sanno cosa devono fare. E questo pensate dopo aver investito soldi e diciamolo pure infrangendo le speranze di molti di crearsi un reddito che altresì lo Stato non riesce a garantire! Altro che reddito di cittadinanza, qui stiamo parlando di alcune decine di addetti ai lavori che contribuiscono a dare altrettanto lavoro con l’indotto!

Un business che raddoppia ogni anno scomparirà?

È questo il succo della storia, lo Stato vuole davvero cancellare un business che genera posti di lavoro, introiti del 22% di Iva più tasse, oltre a nutrire speranze a molti? Possibile che ci siano ancora queste deficienze mentali da vietare l’uso della cannabis per altro dalle proprietà con THC allo 0,5%. Chi vuole questo è decisamente insano di mente, senza considerare poi l’ambito curativo della marijuana, orami accettato e raccomandato da molto medici. Insomma, un bel casino per migliaia di italiani che qualche anno fa avevano visto nella cannabis l’opportunità di lavoro e soprattutto di futuro.

Tante dinamiche che si intrecciano tra loro e che in buona sostanza volgono verso un miglioramento della società. È sì, perché farsi le “canne” in modo legale e se vogliamo controllato dallo Stato, ha un impatto importante anche sullo spaccio. Colpisce duramente anche la criminalità che ruota intorno alla proibizione della cannabis, che notoriamente non versa Iva e non paga le tasse. Anzi, con i proventi illeciti si creano altre dinamiche di illegalità contigua, tutto questo viene meno pensate con la canapa innocente con solo lo 0,5% di THC! Ovviamente non vedere tutto questo vuol dire cecità culturale o malafede, il che fa pensare anche molto male sulle reali motivazioni! Ma pensiamo positivo perché implicazioni istituzionali che vietano per favorire il “giro” illegale della marijuana fa venire i brividi, meglio non pensarci.

Perché sostenere la filiera della cannabis

Prima di tutto perché sarebbe un sacrosanto principio di libertà, poi perché non c’è nulla di pericoloso nella canapa sostanzialmente priva dei principi attivi. Ora essenze, profumi, aromi, olio da cucina, farine ecc. Possono mai essere un problema di salute e ordine pubblico? Insomma, stiamo parlando sostanzialmente di prodotti naturali, il più delle volte prodotti da agricoltura bio e super controllata. Vogliamo vedere quanta chimica contengono gli equivalenti prodotti offerti dalla filiera tradizionale? A questo punto resta davvero difficile e complicato capire tutto il casino che si sta generando intorno alla filiera della cannabis. Siamo poi immersi in bel paradosso, perché quelle attività legate alla commercializzazione della canapa, che oggi sono sotto la lente, sono state autorizzate della Stato.

Se oggi diventano illegali, di fatto lo Stato ha per primo violato la “legge” in questione, in quanto a suo tempo ne aveva autorizzato la vendita e commercializzazione. Il solito giro di vite dantesco negli inferi di un paese che fatica sempre più a trovare un minimo di normalità, di pace e rinascita anche culturale. E per tutti questi motivi, una mente funzionante fa fatica a capire sto casino del tutto immotivato se non dalla assoluta ignoranza di chi ne conduce una battaglia senza senso. Nelle prossime settimane ci dovrebbero essere ulteriori novità sulla via che questa storia dovrà prendere, ovviamente ci auguriamo in una presa di coscienza! Nel frattempo, i coltivatori sono fermi, i coffee shop idem e migliaia di persone hanno il timore di perdere il lavoro o impresa, vi pare un paese normale?

Le istituzioni devono supportare non vietare

Una volta appurato che il livello del principio attivo della canapa è in percentuale ridotta e innocua, non c’è ragione per sanzioni, divieti o strette sul prodotto. La filiera della cannabis è controllata alla fonte, direttamente nelle coltivazioni fino al banco di vendita del coffee shop. Le possibilità di andare “fuori legge” sono praticamente inesistenti, anzi, per essere esatti, il business nel suo insieme contribuisce largamente alla legalità. Quella legalità che si manifesta anche con il contrasto al sottobosco dello spaccio ai minori, vera piaga della marijuana illegale. La fascia debole che può essere facilmente manipolata e indotta verso altre sostanze, ovviamente per l’interesse di spaccia!

Con la filiera della cannabis e la distribuzione legale del prodotto, ovviamente regolata dalla Stato, tutto il traffico svanisce come neve al sole. Ed è sicuramente più comodo e socialmente accettabile andare in coffee shop, piuttosto che nei giardinetti dal pusher che smercia senza alcuna regola! Stiamo creando un mondo senza tutto lo schifo che abbiamo visto e conosciamo, perché tanta smania di tornare indietro non si capisce proprio, non ha senso tutto questo.

Intanto i produttori di canapa light stanno davvero con il fiato sospeso e non sanno che quale morte devono morire, di certo non è una condizione di paese sviluppato e civile. Chi legifera dovrebbe ogni tanto fare uno sforzo empatico e mettersi nei panni di coloro che hanno fatto sacrifici e investito fino all’ultimo centesimo per crearsi un’opportunità di lavoro. Tutto questo purtroppo, è di difficile comprensione per quelle “menti” che siedono negli scranni del Parlamento … e ogni speranza potrebbe davvero andare in fumo!!

Cannabis legale (Thc 0,5%) di nuovo!

Cannabis legale (Thc 0,5%) di nuovo!

Cannabis legale (Thc 0,5%) di nuovo!

È sì, è proprio uno strano paese l’Italia, prima le crociate anche contro le tisane e le caramelle alla cannabis, ora torna tutto legale entro la soglia dello 0,5% di Thc. Beh, che dire cambiare idea è segno di intelligenza e comprensione del mondo, certo, il problema è che qui le idee corrono come treni ad alta velocità! Ricordate qualche settimana fa l’anatema di Salvini?

A quella sparata preelettorale, (tanto di cappello al genio del marketing che l’ha pensata) seguirono controlli e sequestri in molte città d’Italia. Con il risultato che molti imprenditori, per lo più giovani, hanno visto sfumare il loro sogno di un’attività o meglio lavoro.

Furono giornate convulse con proteste organizzate e spontanee, i media ne hanno parlato gongolandoci sopra come sempre accade, migliaia di “cristi” erano col culo stretto per via delle dichiarazioni del Ministro di “ferro”. Insomma, alla fine altro non era che la solita sceneggiata per altro anche mal interpretata. Veniamo alla notizia che ribalta tutta la gazzarra fatta contro la cannabis, ovvero la sentenza che della cassazione del 30 maggio scorso.

La quale stabilisce che, la cannabis light non può essere sequestrata preventivamente se non provato che il livello di Thc è superiore allo 0,5%! Questo vuol dire che non è assolutamente possibile sequestrare alcunché se non appurato e certificato che il materiale in vendita in cannabis shop vende prodotti che superano questa soglia! Ci siamo? … Chissà come l’ha presa il Ministro Salvini, che a quanto pare secondo il suo modus operandi dovrebbe essere sequestrata anche la camomilla!

La vicenda che ha portato alla sentenza

In quel di Rapallo, fu sequestrata la merce in un negozio di cannabis, infiorescenze, flaconcini di oli, confezioni di tisane e foglie a base di canapa sativa ecc … Il malcapitato commerciante si era opposto al sequestro, giustamente, rivolgendosi al Riesame.

Ottenendo così la ragione sul sequestro, ed ovviamente la disposizione della restituzione di tutta la merce sequestrata, da ridire se non fosse stata una tragedia per il povero commerciante. Ecco, questo è come funzionano le cose quando non si capisce un c…o, dove si bada solo a fare gli “sceriffi” della contea del paese dei balocchi!

Direi quindi che ora le cose sono un po’ meglio dopo questa sentenza, che di fatto lascia un precedente una volta tanto a favore di chi vuole fare business con la cannabis. Uno modo come un altro per guadagnarsi da vivere, esattamente come chi vende alcol, sigarette e medicine come fossero caramelle … insomma il mondo come lo viviamo oggi. La sentenza in altre parole conferma la legalità della cannabis con un valore non superiore allo 0,5%, praticamente torna tutto come prima.

Con una differenza sostanziale molto importante, ora, nessuno potrà sequestrare preventivamente un bel nulla, per farlo dovranno avere appunto la certezza che tale livello sia ben superiore a quanto previsto per legge. Relax quindi, nessuno ha infranto leggi ne con le tisane o altro venduto nei coffee shop, quindi facciamoci un po’ di “gas” 😀

Cosa succede adesso?

Praticamente nulla, tutti tornano alla “normalità” delle solite cazzate, la campagna elettorale per le europee è finita, Salvini ha ottenuto quello che voleva e tutti siamo contenti. Noo? Va bene, magari volevate i titoloni sui giornali e tante scuse, ma sapete come sono fatti i giornalai, non scrivono le notizie ma gliele dettano! Per cui accontentiamoci di questo risultato anche senza clamore e ritorniamo al lavoro, c’è tanto da fare là fuori e siamo solo all’inizio. Forti di questa sentenza poi, d’ora in avanti a qualsiasi “minaccia” di sequestro possiamo dire chiamate la scientifica e fate analizzare i campioni dei prodotti! Ecco, sulla base di questa “arma” giuridica confermata dal Riesame, credo proprio che la voglia di fare sequestri in futuro sarà sempre meno sentita.

Troppo lungo come iter, occorre il mandato, chiamare personale per prelevare campioni, analizzarli, attendere i risultati … per poi non poter fare un c…o perché il tutto è sotto lo 0,5% di Thc. Ora, se qualcuno aveva intenzione di lanciarsi nel business, può fare tesoro di questa storia fantasiosa all’italiana e incorniciarla a futura memoria … non si mai può tornare utile! Ok la cannabis legale a quanto pare è un fatto ormai certificato, ovviamente stando sempre entro i limiti previsti dalla legge, che poi in sostanza erano quelli precedentemente previsti. Diciamo che è stato solo un giro di vite ma a vuoto.

La cannabis legale, chissà cosa dicono i detrattori …

Tutta la commedia si è rivelata una farsa, una sceneggiata d’altri tempi che ha solo creato scompiglio e qualche grattacapo ad alcuni titolari dei coffee shop italiani. Tuttavia, sarebbe il caso di ricordare ancora una volta che, con la cannabis non si è mai ammalato nessuno, vogliamo invece vedere quanti sono i malati in preda all’alcol e sigarette? È tutto qui il punto, guardano sempre il dito e mai la luna, sapete perché, semplice il dito è molto più vicino della luna.

Prendiamo atto di tutto ciò e andiamo avanti, la ragione e la verità hanno sempre trionfato contro ogni tiranno e impositore, quindi siamo sulla strada giusta. La cannabis legale lo è oggi, ma in realtà lo è sempre stata, il punto, purtroppo, è che la storia la scrivono i vincitori, o nel caso chi controlla i media. Oggi però i media li controlliamo tutti, la Rete e Internet da voce a tutti e la verità circola come il sangue nelle vene di ognuno di noi. Questo per dire che la storia oggi la facciamo tutti noi, perché collettivamente siamo interconnessi in quell’immenso “cervello” che è la memoria dei bit online.

Sicuramente potranno esserci altri sceriffi che daranno faranno la caccia alle solite streghe, ma che di fatto non potranno fare un bel niente. Ricordare il proibizionismo di inizio secolo? Alcol venduto negli scantinati delle grandi città americane per poi finire sugli scaffali dei supermercati! È il mercato bellezza … La cannabis legale farà la stessa fine, forse un giorno la compreremo direttamente nell’angolo della frutta e verdura. Per ora accontentiamoci di “pippare” legalmente in uno dei tanti coffee shop!

Cannabis light illegale, di nuovo!

Cannabis light illegale, di nuovo!

Cannabis light illegale, di nuovo!

Sarebbe da ridere se non fosse drammatico, sono bastate alcune sparate del Ministro e la cannabis light illegale nuovamente in Italia! Che dire, il Ministro dell’Interno Salvini sostiene che sia malsano fumare o mangiare un biscottino di cannabis light. Sono bastate un paio di settimane, più il successo elettorale della Lega, capeggiata da Salvini appunto, che ecco puntuale la “riverenza” della Cassazione.

Forse solo un modo per non urtare la sensibilità del Ministro sul tema in questione. Già, perché solo alcuni mesi fa, a inizio febbraio per la precisione, sempre la Cassazione stabiliva che la cannabis light era legale. Annullando un sequestro ai danni di un punto vendita, stabilendo e confermando la legalità del prodotto in questione.

La retromarcia a questo punto sembra solo “ossequiosa”, ovvero una sorta di messaggio al Ministro, “stiamo dalla tua parte”. Sembrerebbe che la situazione sia proprio questa, motivo sicuramente di riflessione non solo sulla vicenda ma sulla Giustizia in linea generale. Il paradosso ora è questo, qualche mese fa il sequestro portò a confermare la legalità, ora un altro sequestro ribalta completamente la situazione.

Sembra proprio che in Italia qualcosa non funzioni, il sistema pare sia proprio andato in corto circuito e ne pagano le spese sempre i cittadini. Certo è che la rapidità e concomitanza che si ha con le sparate di Salvini sulla cannabis induce a pensare … Andreotti diceva: “A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si indovina”! Ora, il cattivo pensiero è che questa chiusura della cannabis light illegale induce, mette stranamente in luce una “coincidenza” straordinaria. Salvini mette al bando e dichiara guerra a tutte le “droghe” e arriva puntuale la Cassazione che … Avrà ragione Andreotti?!

Il danno economico odierno e futuro

Questa storia ha anche delle conseguenze pesanti sull’economia, infatti, ci sono in ballo circa 800 punti vendita, i quali sono di fatto già illegali. Questi punti vendita ormai vendono cannabis light illegale, dalla sera alla mattina sono diventati “fuori legge”. Se non è assurda questa situazione, diete voi, una storia degna delle più fantasiose avventure disneyane.

Tuttavia, il danno non è solo quello relativo ai punti vendita, no ovvio, riguarda anche i produttori e tutto l’indotto che ruota intorno al business. Diciamo che si tratta di un bel danno, Salvini ha aperto bocca e fatto tanti e tali casini che la Cassazione ne ha decretato la legittimità delle sue affermazioni. Siamo al comico lo so, ma l’Italia pare essere un paese destinato alla lacerazione perpetua, poi si domandano anche perché i giovani fuggono dalla Patria!

Oltre tutto questo casino economico presente, danneggia anche tutto il potenziale di crescita futuro. Sì, perché il settore è in fortissima espansione, di certo queste “tarantelle” stile latino-americano non sono incentivanti per chi vorrebbe aprire un punto vendita. Il danno quindi non solo all’oggi, ma ancora più grande se guardiamo al domani alle percentuali di crescita del settore. Poi dicono che c’è la crisi e manca il lavoro … insomma, se le cantano e se le suonano e pure male! Se questo status semi tridimensionale sarà confermato, il settore produttivo della canapa prende un bel colpo allo stomaco.

Ricordiamo che la cannabis non è solo canne!

Avendo dichiarato la cannabis light illegale, hanno condannato uno dei settori più floridi in Italia in questo momento. A tal proposito è bene ricordare che con la cannabis light, si realizzano tutta una serie di prodotti anche alimentari. Per esempio, biscotti, olio alimentare, per altro ricco di proprietà utili per la salute, mobili e arredamenti, una miriade di altri prodotti.

Questo per dire che con la pianta della cannabis si realizzano centinaia di prodotti, oltre ovviamente l’erba da fumare. Che va ricordato è priva di THC quindi del principio attivo, di fatto innocua. E non è tutto, perché anche il settore farmaceutico e medico si stava avviando verso la prescrizione della cannabis ad uso terapeutico … e adesso? Possiamo anche ipotizzare che in Italia presto aumentino i “malati”, se la cannabis light illegale resta tale molti useranno questo escamotage. Parliamo dell’Italia quindi …

Ora, qualcuno dovrebbe spiegarci, possibilmente con parole semplici, il motivo per cui dovrebbe essere illegale un prodotto innocuo! Lo abbiamo già scritto in altri post, come mai allora la Cassazione non rende illegale l’alcol o le stesse sigarette, forse perché Salvini beve e fuma?! Insomma, questa della Cassazione pare un’uscita davvero straordinariamente esagerata. Nel 2016 la legge regolava la vendita e attribuiva la regolare commercializzazione e coltivazione della canapa, come pianta agricola.

Che cos’è che non va più bene adesso? Semplice, il contenuto di THC, ovvero la sostanza che crea effetti psicotropici, contenuta tra lo 0,2% e lo 0,6%, è superiore a quanto previso. Ovvero, secondo la Cassazione la cannabis light illegale diventa perché la percentuale di tolleranza non era riferita ai prodotti. Cioè invece al principio attivo della pianta coltivata e che quindi la commercializzazione non è consentita secondo la legge 242 del 2016.

Posizioni estremiste e mentalità da proibizionismo

Le dichiarazioni del Ministro sono state ferme e dure, niente “droga” senza se e senza ma … “ci si può divertire senza drogarsi” … ha detto! Sulla stessa lunghezza d’onda anche la Meloni, altro esponente politico a doppia morale, cannabis light illegale ma alcol e sigarette a gogo! Già me li immagino i due a bruciare canapa nelle piazze così come facevano gli sceriffi al tempo di Al Capone con le bottiglie di whiskey! Insomma, siamo alle comiche solo che non fanno ridere, anzi, per molti saranno giornate amare, vedono andare in fumo tutto senza neppure una canna accesa!

Che altro dire, si rimane basiti alla mutevolezza delle cose, pare che coloro che prendono decisioni per milioni di persone siano sotto effetto psicotropico! Sì, perché altrimenti non si spiegano certe situazioni che hanno dell’inspiegabile, contraddittorio e persecutorio. Assistiamo ad un deterioramento sociale e di certo la colpa non è della cannabis, perché di fatto morti per la cannabis non ce ne sono. Mentre invece Salvini e Meloni, possono dire la stessa cosa per alcol e fumo? Certo che no, eppure ogni anno falcia le vite di decine di miglia di persone, ma nessuno si erge a sceriffo contro chi vende e produce alcol e sigarette.

Siamo ritornati di nuovo all’oscurantismo, la cannabis light illegale … prendete nota!

Legge sulla cannabis in Spagna, legale ma con cautela

Legge sulla cannabis in Spagna, legale ma con cautela

Legge sulla cannabis in Spagna, legale ma con cautela

È una di quelle domande che si pongono sempre più consumatori, la legge sulla cannabis in Spagna com’è? Proviamo a dare qualche spunto per comprendere come viene affrontato questo tema in terra spagnola. Diciamo subito che la marijuana è legale, ma dobbiamo anche precisare che lo è solo ed esclusivamente nei Cannabis Social Club.

Per cui scordatevi di poterla trovare tanto meno consumare per strada come quando si fuma una banale sigaretta. La legislazione, o meglio la legge sulla cannabis in Spagna offre la possibilità di consumo e produzione, ma solo a determinate condizioni. Come abbiamo detto si può consumare cannabis solo nei clubs, dove per accedervi occorre esserne soci, quindi è necessario pagare un’iscrizione.

In altre parole, si possono costituire cooperative che si occupano della coltivazione, le quali poi vendono il raccolto ai vari clubs sparsi in tutta la Spagna. Si tratta di un sistema che funziona egregiamente, da un lato la produzione e dall’altro il consumo al dettaglio. Nel mezzo le autorità e le forze dell’ordine che controllano il tutto, questo per evitare una deriva che porti fuori controllo il sistema. Questo tipo di liberalizzazione legale, offre non solo un controllo più facile alle autorità, ma contribuisce a diminuire i reati connessi.

Diventare socio di un club quindi è la sola via per accedere alla cannabis legalmente. Senza il timore di essere perseguitati dalla giustizia per qualche “pippata” di cannabis. Tutto questo ovviamente è molto positivo, tuttavia occorre tenere bene a mente che non è il “Paese dei Balocchi”. Il consumo non è consentito fuori dai clubs quindi è bene saperlo per non correre rischi.

Vietato consumare marijuana per la strada

Un errore da evitare, ma che spesso sono molti a farlo, a volte anche solo per spavalderia (pirlaggine?) alcuni fumano per strada, errore! La polizia controlla meticolosamente che si eviti di fumare in luoghi pubblici o per la strada. Controlli che possono creare anche qualche grattacapo, di cui si può fare a meno, oltre la perdita di tempo e spesso il “passaggio in centrale”.

La cosa non finisce lì, chi viene sorpreso dovrà pagare una multa da 300 euro, oltre la segnalazione e una schedatura. Ricapitoliamo, non si può fumare per strada, perché se beccati ci sono multe con importi a due zeri!

Non è solo questo il punto, la legge sulla cannabis in Spagna, vieta anche il possesso, non c’è un minimo quantitativo, è vietato punto. Non ci sono scappatoie di comodo, se vuoi “pippare” senza problemi e in tutta libertà puoi farlo in uno dei vari Cannabis Social Club. Qui puoi fumare, rilassarti e goderti il piacere di fumare senza alcun controllo o restrizione, sono isole franche dove la legge lo permette. Anzi, dove la legge rende possibile il libero consumo perché circoscritto in appositi locali come i clubs.

Si può quindi evitare di rischiare sanzioni e spiacevoli “contrattempi” con la polizia, che può trattenerci anche per ore. Per cui non dare ascolto a facilonerie online senza alcun fondamento, noi siamo qui, a Barcelona e tocchiamo con mano questa realtà ogni giorno. Sì, la legge sulla cannabis in Spagna offre la possibilità di consumarla, ma ricordate solo nei coffee shop autorizzati, fuori da questi siete punibili. A quanti credono che sia sufficiente dimostrare di aver acquistato la marijuana in coffee shop ed essere in regola, diciamo che si sbagliano e non è così che funziona la legge.

Le differenze con Amsterdam

In Europa prima deteneva il monopolio l’Olanda, in modo particolare Amsterdam, oggi confronto alla Spagna sembrano quasi inesistenti. La legge sulla cannabis in Spagna ha prodotto una vera e propria rivoluzione a livello culturale, e non solo nel paese ma in tutto Europa. In questo momento Barcelona è la città che più di tutte a saputo interpretare questa nuova ventata di liberismo culturale, lontana dai dogmi di un “protezionismo” ipocrita e falso. In Spagna le regole sono precise, si può consumare sì ma non per le vie delle città, se sorpresi anche con una minima quantità ci sarà il sequestro e la sanzione. Certo nulla che possa essere di grave entità, ma è bene tenerlo a mente e soprattutto evitare questioni di questo tipo con le autorità.

Il prossimo passo probabilmente o forse sarà proprio questo, legalizzare anche il possesso e l’uso personale, giusto per capirci come le sigarette. Se vai in giro con un pacchetto sei a posto ma se vai in giro con uno scatolone a meno che tu non sia un tabaccaio sono problemi, relativamente alla cannabis ovvio.

Siamo di fronte a un bivio, sicuramente per il momento quella dei coffee shop è la strada percorribile migliore, se non altro per stigmatizzare una cultura farraginosa. La legge sulla cannabis in Spagna è relativamente nuova, ed è normale che nel tempo si perfezionerà. Succede sempre così, questo perché è impossibile prevedere tutte le variabili di ogni cambiamento sociale regolato da nuove leggi.

La cannabis in tranquillità nei cannabis coffee shop

Per quanti si recano in Spagna e vogliono provare l’esperienza in uno dei tanti cannabis coffee shop, possiamo dire che sarà esattamente come ve l’aspettate. Una vera e propria esperienza culturale che mette al centro la libertà di scelta individuale, seppur con i limiti di cui sopra ma sempre di libertà si tratta. Per cui scegliete il vostro bel cannabis coffee shop e godetevi in santa pace il vostro momento di relax.

C’è da dire poi che la legge sulla cannabis in Spagna è ben strutturata, perché mette in relazione produttori locali che devono distribuire attraverso gli shop autorizzati.

Per cui consumare marijuana vuol dire incentivare gli agricoltori spagnoli, che infatti, crescono in numero ogni anno, con ovvi benefici per l’economia. In altre parole, la legge sulla cannabis in Spagna non è casuale, oltre il mercato legale della canapa, c’è anche tutto un indotto che produce altre entrate per lo Stato. Turisticamente è un forte incentivo, perché decine di migliaia di giovani e non solo si recano per esempio a Barcelona, per cui puoi consumano molto altro.

Per esempio, i ristoranti, bar, locali, alberghi e tutte quell’apparato dell’intrattenimento turistico. Non è certo una legge fatta a caso, sicuramente da migliorare ma che comunque produce i suoi tanti effetti positivi. Questo oltre a dare un’aurea al paese e in particolare a città come Barcelona di apertura sociale e culturale come pochi altri paesi. Di sicuro non poca cosa, se riescono a dare un trust al paese come moderno e socialmente evoluto i benefici dureranno decenni!

Business cannabis, Belushi e altri personaggi famosi diventano produttori

Business cannabis, Belushi e altri personaggi famosi diventano produttori

Business cannabis, Belushi e altri personaggi famosi diventano produttori

È notizie fresca di stampa, l’attore Jim Belushi, fratello minore di John tra i produttori americani, il business cannabis conquista Hollywood. È l’ultimo di una lunga serie di personaggi famosi che hanno investito nella produzione di cannabis. Anche se lui a differenza di altri, cura direttamente le sue piantine, segno che apprezza come molti la cannabis e le sue proprietà.

Molti altri personaggi noti negli USA stanno investendo in questo prodotto dalle prospettive di crescita incredibili. Citiamo i più noti, Seth Rogen, Whoopi Goldberg, Mike Tyson, Snoop Dogg compresi di eredi Marley. Mentre in Italia abbiamo un popolare J-Ax e altri noti personaggi che hanno fiutato, è il caso di dire, l’affare e stanno mettendoci soldi e faccia.

L’ultimo a rendere pubblico il suo business cannabis è stato appunto Belushi, figlio di albanesi migrati dallo Zio Sam molti anni fa. Jim comunque non è uno che va per il sottile, non si è limitato solo a mettere il nome su un prodotto, lui lo produce davvero.

Con la sua Belushi’s Farm coltiva marijuana nello Stato dell’Oregon, dove a quanto pare è un buon posto per tirar su ottime piante. Belushi è uno che va nella sua piantagione e controlla il raccolto, la salute delle piante ed ovviamente anche la qualità dei suoi raccolti. Uno dei motivi che lo spinto a produrre marijuana è l’utilizzo medico, infatti, lo ha spiegato nelle sue più recenti interviste.

Uno dei trattamenti al quale fa riferimento è quello del PTSD, ovvero il disturbo da stress post traumatico, sindrome che affligge i reduci. Quindi un uso anche terapeutico della sua cannabis, che cura e raccoglie personalmente.

Se John avesse fumato erba come un turco sarebbe ancora vivo!

È la triste verità, il fratello John Belushi morto a soli 33 anni per overdose, sarebbe ancora vivo se fosse stato un accanito fumatore d’erba! Purtroppo, o per fortuna è proprio così, le canne non hanno mai ammazzato nessuno, ed è stato davvero un delitto bistrattare questa pianta per tanto tempo.

Oggi le cose stanno cambiando, vanno verso quella direzione che avrebbe dovuto prendere almeno mezzo secolo fa. Ma sappiamo per quale motivo non è andata così, i soliti noti che dovevano lucrare anche sulla pelle della gente. Ora la cannabis è legale in molti paesi, nei prossimi anni lo sarà sempre più e con meno restrizioni rispetto a quelle attuali.

Significa che il business cannabis crescerà ancora, altri facoltosi investiranno e così si andrà a creare una crescente offerta che andrà a soddisfare la domanda. È possibile anche che nei prossimi anni, forse anche mesi, la cannabis sarà venduta senza troppi vincoli così come avviene per le sigarette. Tutto cambia e cambierà, spesso occorre far sentire l’odore dei soldi, un po’ come il sangue per gli squali, così si attirano i capitali. L’odore dei soldi è forte così come l’odore dei “cannoni”, più cresce l’offerta e più l’odore dei soldi attira gli “squali”! Il vantaggio?

Semplicemente un’accelerazione verso un mercato più omogeneo, libero e legale della marijuana. Il business cannabis, potrebbe essere l’affare dei prossimi decenni, già mi immagino le “blue-chips” delle canne a buon mercato quotate a Wall Street! È il mercato bellezza! Dove si fanno i soldi, non importa come purché si facciano! Comunque, meglio le canne farcite che i cannoni dell’apparato industrial-militare USA, quindi: “fate l’amore e non la guerra”.

Qualche ipotesi per il futuro

Considerando che il business cannabis sta seducendo i vip hollywoodiani, possiamo tirare qualche previsione. Il jet set americano segue il branco come le mandrie dei film western. Possiamo star certi che altri grandi nomi oltre Belushi e quelli già citati, entreranno nell’affare della marijuana. Un po’ per i soldi un po’ perché la pippano, diciamolo pure, un po’ perché a dire il vero le prospettive sono buone.

Ogni buon investitore vuole solo una cosa, i soldi, una rendita alta e sicura. Ecco, diciamo che se il business cannabis, continua a crescere ancora le aziende già quotate potrebbero moltiplicare il loro valore. Rendendo di fatto ricche molte persone. Ci sono stati già ottimi segnali lo scorso autunno, una delle aziende quotate aveva segnato un balzo della quotazione del 900%!

Molti hanno subito blaterato è una “bolla”, come spesso accade in questi casi, solo che forse non hanno tenuto conto di un fatto importante. Non stiamo parlando di tecnologia, ma di canne, è chiaro il concetto? La tecnologia spesso è già superata nel momento in cui compare sulle strade, la marijuana non ha ritmi e cicli di questo tipo.

Il business cannabis non sarà superato da nessuna tecnologia o da un’altra pianta, è lei nelle sue varianti e tale rimarrà. Capite la differenza, vuoi mettere un bel cannone con uno smartphone già vecchio dopo due settimane? Per dire che, il prodotto cannabis ha tutte le carte in regola per essere vincente anche nel mercato azionario.

I vantaggi per i comuni mortali tra un tiro e l’altro

Per il consumatore i vantaggi sono diversi, il primo è che più soldi girano con il business cannabis, più facile sarà trovare erba a buon mercato. Sempre reperibile e senza le rotture dei divieti e balle al seguito, molto probabilmente si arriverà ad una regolamentazione internazionale. Diciamo quasi una liberazione dai suoi peccati, una riabilitazione seppur tardiva ma necessaria, se non per il consumo lo faranno per il mercato. Di questo potete starne certi.

Ben venga anche il mercato, se alla fine ci restituisce ciò che sempre il mercato ci aveva tolto, ovvio “mercato” sta per potere e soldi! Sempre quelli, che ci condizionano, o meglio in funzione di questi subiamo le scelte di chi manovra, è sempre stato così, nulla di nuovo. Un plauso a Jim Belushi e ai suoi colleghi, il business cannabis porterà soldi a un sacco di personaggi, ma tanto qualcuno deve pur farlo.

Il bello però di questo nuovo mercato, è il suo lato democratico, nel senso che chiunque può coltivare il suo “orto”, così magari per farsi due cannoni casarecci. Presto sarà possibile fare anche questo, forse e per chi ne ha voglia, sempre che il monopolio non ci metta le mani. In questo caso pazienza, ci accontentiamo di comprare un po’ d’erba dal tabaccaio, alla fine quel che conta è la possibilità di poter consumare cannabis in libertà!

Emergenza cannabis, ma il vero problema è l’alcol!

Emergenza cannabis, ma il vero problema è l’alcol!

Emergenza cannabis, ma il vero problema è l’alcol!

Continua il filone “emergenza cannabis”, ci fosse mai qualcuno che mette in evidenza la vera piaga giovanile, l’alcol! Forse perché birra, vino e superalcolici si vendono come acqua minerale al supermercato. Dove notoriamente gli Stati applicano una tassa, quindi il consumo fa bene, all’economia ovvio.

La piaga dell’alcol, perché secondo i dati dell’Osservatorio Nazionale Alcol-Cneps dell’Istituto Superiore di Sanità, è tale. Questa è una vera emergenza che ogni anno miete vittime a migliaia, sul fronte della cannabis, morti non ce ne sono. Eppure, il problema sono i cannabis shop in Italia, non i venditori di alcol, almeno secondo le ultime uscite del Ministro Salvini.

Alle dichiarazioni del Ministro, sono subito seguite azioni concrete, con la chiusura di alcuni negozi di cannabis legale. Una “zelante” azione seguita agli annunci di Salvini ad opera dei Questori in “ossequiosa” osservazione delle sue parole. Va ricordato a questo punto che non esiste nessuna emergenza cannabis, perché di fatto nessuno si ammala per una canna!

Al contrario di quanto avviene invece con l’alcol, che, ribadiamo, ogni anno ammazza letteralmente e silenziosamente migliaia di vite. È un mondo al contrario questo, ciò che provoca danni fisici alle persone e di contro anche alla società, viene taciuto sistematicamente. Altro che emergenza cannabis, qui il problema è 100 volte più grande e coinvolge ogni fascia di età, dagli adolescenti, adulti e anziani. Ma no, il problema è la “canna” per altro depotenziata, quindi con una bassissima percentuale di THC.

Qualche dato sull’alcol e l’effetto che fa!

L’Italia è il paese più “alcolizzato” al mondo, ma questo a quanto pare per i manovratori del vapore non è un problema. Si beve nelle fasce d’età più vulnerabili, esempio dagli 11 ai 14 anni tre ragazzini su dieci bevono ogni tanto. È solo il trampolino di lancio per il passaggio da adulti, infatti, dai 15 ai 18 anni la percentuale di chi beve si alza.

Il dato più preoccupante, è che si inizia a bere sempre più spesso in tenera età, con devastanti ripercussioni future. Tra i ragazzini di 11-14 anni, sono i maschi ad essere i più sedotti dall’alcol rispetto alle femmine. Anche se questo non è certo un dato confortante, di fatto, quella che possiamo definire “iniziazione”, spesso inizia proprio in casa.

Il punto è che, a differenza della cannabis, una bottiglia di vino, birra o superalcolici in casa è sempre presente, ma nessuno si pone il problema. Altro che emergenza cannabis, la canna di certo non la trovi nella credenza di casa! Tuttavia, ricordiamo che oltre all’alcol c’è anche il problema fumo, anche questo facilmente accessibile ai ragazzi. Ora, la dipendenza dall’alcol è molto simile a quella delle droghe pesanti, con effetti devastanti per la psiche e l’organismo.

Per ragazzi in fase di sviluppo, questo vuol dire minare la loro salute e devastare il sistema immunitario. In questo modo si garantiscono un futuro da malati cronici e spesso morte prematura per le conseguenze. Con questo possiamo dedurre riflettendoci un attimo, che non c’è emergenza cannabis, ma c’è un’emergenza sociale legata ai costumi blandi del paese.

I costi per la sanità, ne vogliamo parlare?

Avete mai sentito di un ricoverato per malattia causata dalla cannabis? Certo che no, quanti sono invece i malati e ricoverati per cause legate all’alcol? Decine se non centinaia di migliaia ogni anno, malati che poi saranno presi in cura dal sistema sanitario nazionale a spese di tutti. Vogliamo quantificare il costo del consumo dell’alcol in Italia e nel mondo? Meglio lasciar perdere, troppi zeri da mettere in fila e finiranno per far girare la testa.

Secondo voi, non dovrebbero esserci delle responsabilità dirette da parte di chi produce alcol? Perché dichiarare una fantomatica emergenza cannabis, senza poi prendere in considerazione i morti per l’alcol, suona quanto meno ipocrita. Offende l’intelligenza di chi ha i neuroni a posto, sì, anche pippando una canna, perché a differenza dell’alcol la cannabis non brucia il cervello!

Che dite, qualcuno dovrebbe farlo sapere al Ministro Salvini? Non solo, anche ai paladini del M5S, che si preoccupano dell’ambiente legiferando sugli assorbenti lavabili. I quali, parlano di tagli e sprechi e non vedono il buco nero della sanità pubblica e quanto costa una “società alcolizzata e malata”.

Insomma, possiamo intuire che il problema non esiste, almeno per questi che, sulla carta dovrebbero occuparsi del bene pubblico e della salute … Sapete com’è, l’alcol è tabù, anche se tutti sanno che devasta come l’uranio, tutti se ne fottono, tutti tengono un elettorato! Per cui, prendete e bevetene tutti, anche se non è sano bevete e non pensateci, anzi, non pensate proprio che a farlo non va bene, quindi inebriatevi per dimenticare!

È facile dire emergenza cannabis …

I fumatori sono solo una minoranza, quindi un consenso popolare di cui si può fare a meno. Ce li vedete voi i partiti di qualunque colore e ideologia, dire domani mattina l’alcol è illegale perché ammazza la gente? Certo che no, perché come abbiamo già detto i bevitori votano, in Italia il 60% della popolazione beve, quindi traete le conclusioni.

Per cui si può anche dire la cazzata che la cannabis fa male, è pericolosa e ammazza la gente, mentendo sapendo di mentire. Non troverete mai un politico che si metterà contro elettori agitando una bottiglia di Rhum, dicendo basta, fa male! E qui ogni altra disquisizione può essere colta come “effetti collaterali benefici”. Il bevitore vota ed è buono, si ammala ed è buono, altrimenti eserciti di medici e affini cosa cazzo si mettono a fare?

La gente non ha valore, se lo avesse e se veramente lo Stato tenesse alla salute di chi poi lo mantiene, da domani non ci sarebbero più veleni in vetrina. E sì, però è emergenza cannabis, talmente letale che grazie alle sue proprietà naturali cura, altro che alcol. Per il Ministro Salvini il problema sono i “cannonari” della cannabis, non le multinazionali che spacciano alcol alla luce del sole a ogni angolo di strada. Quindi prendetene atto, le canne fanno male alla salute, l’alcol fa bene soprattutto agli interessi di pochi, cheers o salute … si fa per dire!