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Cannabis servizio essenziale negli USA ed Europa

Cannabis servizio essenziale negli USA ed Europa

Cannabis servizio essenziale negli USA ed Europa

Sempre più, nel mondo, si considera la cannabis servizio essenziale. La diffusione del suo utilizzo sia per scopo terapeutico che ludico, nonché la sua regolarizzazione in molti paesi, ha portato ad un cambiamento importante. Considerare oggi la cannabis servizio essenziale è un portato naturale della progressiva apertura, a livello globale, verso il suo utilizzo. Sempre più stati hanno modificato la legislazione inserendo la cannabis tra i beni acquistabili legalmente e il suo utilizzo ha avuto una vera impennata. Sempre più persone acquistano e utilizzano abitualmente la cannabis e i numeri legati al suo mercato legale sono sempre più alti.

In quest’ottica vanno presi in considerazione gli eventi che si stanno ripetendo nell’ultimo periodo un po’ ovunque. La cannabis servizio essenziale per sempre più persone, è diventata oggetto di accaparramento. Proprio come per i generi di prima necessità, negli ultimi giorni in diverse zone del mondo, si sono verificate code considerevoli per l’acquisto della marijuana.

USA, dispensari di cannabis tra i servizi garantiti

cannabisNegli Stati Uniti sono molti gli stati che considerano la cannabis servizio essenziale e, in piena emergenza coronavirus, hanno varato leggi per tutelarne la vendita. Da San Francisco allo stato di New York fino al Nevada, i “dispensaries” di cannabis sono annoverati tra i servizi essenziali e resteranno aperti. Dal momento che la cannabis ha un utilizzo terapeutico i dispensari avranno la possibilità di continuare a venderla, purché rispettino alcune regole igieniche. Garantire la distanza minima tra i clienti e usare dispositivi di protezione e gel per la pulizia delle mani sono la parola d’ordine. Tutti i dispensari potranno restare aperti purché la rispettino.

Si tratta di un grande passo in avanti nel riconoscimento dell’importanza che la Marijuana sta assumendo nella vita delle persone.

Cannabis servizio essenziale e corsa all’accaparramento

Malgrado la decisione di molti degli stati degli USA di considerare la cannabis servizio essenziale, in questi giorni abbiamo assistito ad un fenomeno del tutto nuovo. Un fenomeno indicativo di quanto la cannabis sia entrata nelle abitudini dei consumatori. In tutti gli stati in cui la cannabis è legale si sono registrate nelle ultime ore grandi code davanti ai dispensari. Ebbene sì, gli americani, insieme ai supermercati e ai negozi di armi, hanno preso di mira anche i negozi di cannabis!

Si tratta di una situazione assolutamente inattesa. Non solo generi di prima necessità o per la difesa personale, ma anche la cannabis è assurta a bene da accaparrare in caso di epidemia.  Lunghe file si sono viste in diversi stati. Numerose persone si sono messe in fila per procurarsi una quantità di erba sufficiente per affrontare la quarantena. Senza rispettare le distanze di sicurezza e senza protezioni individuali, centinaia di persone si sono messe in attesa di poter portare a casa la propria razione di cannabis.

Cambiano le regole …

Si tratta di una rivoluzione vera e propria! Da elemento consumato di nascosto e procurato illegalmente, si è passati a considerare la cannabis servizio essenziale al punto da fare lunghe file per acquistarla. Che sia per uso terapeutico o per uso ludico, questo dimostra che oramai la cannabis è entrata a far parte delle cose regolarmente acquistate. Centinaia di persone ormai utilizzano con regolarità la cannabis e non vogliono, o non possono, rischiare di rimanerne sforniti.

E le file si sono fatte ovunque negli Stati Uniti, sia in quegli stati che hanno dichiarato la cannabis servizio essenziale, sia negli stati in cui i dispensari sono stati chiusi. Questo dimostra che la corsa all’accaparramento non dipende solamente dalla possibilità, o meno, di continuare ad acquistarla legalmente durante il lock down. Vuol dire che nell’immaginario di tantissime persone ormai la cannabis è entrata a far parte dei beni di prima necessità. E così ci si mette in fila, per la carta igienica, per il cibo e anche per la cannabis. Cosa che, a nostro umile parere, è sicuramente più salutare ed innocua del mettersi in fila per acquistare armi!

Olanda e coffee shop presi d’assalto

Ma non solo negli Stati Uniti si sono verificate lunghe code per l’acquisto della cannabis! Che anche in Olanda si consideri ormai da tempo la cannabis servizio essenziale, è risaputo. Il fatto che in Olanda la cannabis sia di utilizzo comune ormai da tempo è quasi un luogo comune, ma è anche una realtà assodata. Numerosi coffee shop in diverse città olandesi vendono marijuana in maniera legale e, quando ne è stata annunciata la chiusura ci sono stati dei problemi. In seguito all’annuncio della chiusura dei coffee shop per via dell’emergenza Coronavirus, tantissime persone sono scese in strada. Si sono affrettate al coffee shop più vicino e hanno creato lunghe code per accaparrarsi la loro scorta prima della chiusura.

Lunghe file si sono create senza il rispetto delle distanze di sicurezza e si sono generati anche momenti di tensione. La stampa olandese ha riportato il fatto che, per saltare la fila, un ragazzo si sia messo a tossire in modo da spaventare gli altri clienti in coda. Solo l’intervento della polizia, giunta sul luogo, ha riportato l’ordine arrestando il giovane.

A fronte di questi eventi, che sono stati tanto inaspettati quanto pericolosi per il possibile contagio, il governo ha fatto marcia indietro. I coffee shops sono stati annoverati tra gli esercizi commerciali aperti perché di prima necessità. Al momento è quindi possibile recarsi in un coffee shop per acquistare marijuana, ma non per consumarla al suo interno. Infatti, per proseguire con le aperture, tutti i negozi devono garantire le basilari regole di sicurezza per evitare il contagio. Distanza interpersonale ed utilizzo di dispositivi di protezione come mascherine e guanti e divieto di consumo dei prodotti acquistati all’interno dei locali sono le regole da rispettare.

Un fenomeno a livello globale

Ma non solo in USA e in Olanda si considera la cannabis servizio essenziale! Anche in altre città, come a Barcellona, si sono registrate file per acquistare cannabis prima del lock down. Prova questa che ormai la cannabis con i suoi tanti benefici è entrata a fare parte della vita quotidiana di tantissime persone. Sempre più utenti la utilizzano regolarmente sia per scopo terapeutico che per rilassarsi.

Erba a domicilio per uso terapeutico

Erba a domicilio per uso terapeutico

Erba a domicilio per uso terapeutico

In questo grande periodo di incertezza, per molti avere erba a domicilio potrebbe fare davvero la differenza! Penso a quanti utilizzano la cannabis per uso terapeutico e, da un giorno all’altro, si sono trovati senza possibilità di rifornirsi. Con l’arrivo della quarantena, tantissime persone che facevano uso della marijuana per alleviare i propri problemi di salute, si sono trovati senza possibilità di reperirla. Sommando così all’incertezza per il futuro e alla paura per il virus, l’esacerbarsi delle proprie condizioni di salute.

L’erba a domicilio sarebbe infatti un grande aiuto per tutte quelle persone che ne fanno uso abitualmente e che al momento sono chiuse in casa.

Cannabis terapeutica. Utilizzo

Negli ultimi anni la cannabis terapeutica ha avuto una grande diffusione anche grazie alla possibilità di farsela prescrivere per tutta una serie di patologie. Tutte patologie per le quali, in questi giorni, poter ricevere erba a domicilio sarebbe di grande importanza!

Secondo il decreto ministeriale del 9 novembre 2015, la cannabis terapeutica può essere prescritta per tutta una serie di patologie. Sebbene, secondo il decreto, non possa essere considerata come una terapia, l’erba si utilizza come trattamento sintomatico e di ausilio in molte malattie. Oppure viene autorizzata come trattamento in tutti quei casi in cui i trattamenti ufficiali non ottengano risultati apprezzabili o abbiano controindicazioni troppo pesanti.

I trattamenti

I casi in cui la cannabis è prescritta legalmente e in cui, in questi giorni sarebbe utile ricevere erba a domicilio, sono i seguenti.

  • Del dolore in alcune patologie come sclerosi multipla e lesioni del midollo spinale in cui ci sia resistenza alle terapie tradizionali.
  • Degli stati di dolore cronico che non possono essere trattati con analgesici tradizionali, come fibromialgie, artriti o neuropatie
  • Effetti delle terapie chemioterapiche o contro l’HIV. Si usa in queste terapie per il suo provato effetto antiemetico.
  • Dei disturbi legati all’alimentazione come l’anoressia o la perdita di appetito dei pazienti oncologici grazie alla sua proprietà di stimolare l’appetito.
  • Trattamento del glaucoma quando questo è resistente alle terapie tradizionali, per le sue proprietà ipotensive
  • Della sindrome di Tourette e di Gilles per la sua proprietà di ridurre i movimenti involontari del corpo.

Tutti coloro che, soffrendo dei suddetti problemi, hanno trovato sollievo nell’utilizzo della cannabis, al momento si trovano in grandi difficoltà per l’impossibilità di reperirla. Il riacutizzarsi di stati di dolore cronico o di altri problemi sarà un portato purtroppo inevitabile. Se non si mette in atto un’azione per assicurare erba a domicilio a quanti ne hanno bisogno, la quarantena diventerà per loro una vera gabbia. Un dolore che si riacutizza senza potervi porre rimedio renderà la reclusione obbligatoria un inferno vero e proprio per tantissime persone.

Prescrizione della cannabis terapeutica

cannabisLe modalità previste per l’assunzione della cannabis terapeutica sono, al momento, quella tramite decotto o tramite vaporizzazione.  Sono solo i medici di base o i medici specialisti a prescrivere il trattamento a base di cannabis a chi presenta le patologie indicate in precedenza. Se a questo, si aggiunge che generalmente i medici non amano prescrivere la cannabis terapeutica, si ottiene un quadro di grande difficoltà per quanto riguarda il suo reperimento.

Chi si trova in situazioni di grande disagio, già in condizioni normali fa fatica ad ottenere una prescrizione. Nel corso di questa emergenza la situazione è ancora peggiore. Reperire la cannabis non è facile e sarebbe auspicabile che l’erba a domicilio diventi una regola per quanti ne hanno bisogno. Un sistema di consegne che tenga conto delle condizioni del paziente e sia di ausilio per evitare che sia esposto al contagio, è fortemente auspicabile.

Emergenza Covid e reperimento di erba a domicilio

In questo periodo di distanziamento sociale, i pazienti trattati con la cannabis rientrano tra i soggetti fragili e da difendere. Malati oncologici, persone affette da HIV, neuropatie, fibromialgia, sono tutte persone da difendere dall’avanzata del virus. Si tratta di pazienti che, più degli altri, devono applicare il distanziamento sociale ed evitare, quanto più possibile, di uscire di casa. Abbiamo infatti visto che proprio i pazienti con patologie pregresse sono quelli che maggiormente risentono della virulenza del Covid-19.

La maggior parte dei decessi nel corso di questa pandemia riguardano pazienti fragili: anziani o precedentemente ammalati. Mettere chi già soffre di altre patologie in condizione di uscire alla ricerca di un farmaco, equivale a sottoporlo ad un rischio molto alto mettendone in pericolo la sua stessa vita. Da più parti, pertanto, si alza la richiesta di ricevere erba a domicilio.

Consegne a domicilio. Necessità di inserire la cannabis tra i beni essenziali

Un sistema di consegne a domicilio che provveda alle esigenze di tutte le persone fragili è molto importante. In questi giorni si sta lavorando in questa direzione cercando di prevenirne le uscite. Tuttavia, se le consegne degli alimentari stanno, con grande difficoltà, venendo implementate, non altrettanto si può dire per l’erba a domicilio.

Quanti ne hanno bisogno per trattare disturbi altrimenti non curabili, si trovano nella spiacevole situazione di dover uscire di casa per andarla a reperire. I malati o i loro familiari, si trovano pertanto a doversi esporre al possibile contagio per reperire un farmaco molto importante.

Tutto questo genera situazioni di forte disagio ed incertezza in quanti andrebbero tutelati e protetti in questo periodo di grande emergenza.

Auspichiamo, pertanto, che sia attivato un sistema di consegna di erba a domicilio per quanti ne abbiano realmente bisogno.

Non stiamo parlando dell’erba a scopo ludico che, sebbene abbia grandi proprietà di rilassamento, non rientra tra i beni di prima necessità. Si tratta di un farmaco di grande importanza per tutti quei soggetti che, dopo aver cercato soluzioni “ufficiali”, sono approdati al cannabinolo come estrema ratio. Tutti coloro che usufruiscono della cannabis terapeutica vivono situazioni di enorme disagio alle quali il cannabinolo è l’unica soluzione rimasta. Trovarsi nel mezzo di una pandemia, bloccati in casa, e senza poter alleviare i propri dolori, è una situazione estremamente spiacevole alla quale occorre trovare una soluzione.

Aiutiamo chi ne ha bisogno pensando ad un programma che preveda la consegna dell’erba a domicilio per tutte quelle persone che, avendone diritto, ne facciano richiesta.

Coronavirus: come cambiano le nostre abitudini

Coronavirus: come cambiano le nostre abitudini

Coronavirus: come cambiano le nostre abitudini

Il Coronavirus è uno spartiacque tra quello che eravamo prima e quello che saremo, una volta terminata l’emergenza. Lo stop inevitabile che pone alle nostre vite ci porta a riconsiderare tutto con nuovi occhi. Tutte le nostre abitudini sono da rivedere nell’ottica di questa enorme emergenza sanitaria che ha ormai toccato tutto il mondo.

Proteggersi per proteggere

La cosa fondamentale da prendere in considerazione quando si parla di Coronavirus, è la rapidità con cui esso si diffonde. La crescita esponenziale dei contagi, che abbiamo sperimentato nelle ultime settimane, ha paralizzato la nostra società e cambiato radicalmente le nostre abitudini.

La parola d’ordine adesso è #iorestoacasa, la priorità è diventata impedire al Coronavirus di continuare a diffondersi. Ogni nuovo contagio ci porta ad un passo dal collasso del sistema sanitario e non dobbiamo permetterlo! La priorità è quella di tutelarci per tutelare chi, colpito dal Coronavirus, non potrebbe sopravvivere.

Persona anziane e persone con patologie pregresse devono essere protette dal contagio, e l’unico modo di farlo, adesso, è con l’allontanamento sociale.

E allora, tutti in casa! Viviamo tra le nostre quattro mura evitando quanto più possibile i contatti con l’esterno.

Le uscite inevitabili vanno fatte in modo da essere protetti per non portare il Coronavirus a casa nostra e contagiare chi amiamo.

Si bandiscono le strette di mano, gli abbracci, la vicinanza fisica. Occorre stare ad un metro di distanza da tutti, con guanti e mascherina e, rientrati a casa, bisogna lasciare fuori le scarpe.

Bisogna lavarsi le mani, accuratamente, più volte al giorno, ma, soprattutto, bisogna credere che ne usciremo.

Siamo tutti lontani, eppure  siamo insieme a combattere questo Coronavirus e a tenerlo a bada fino a che non ci sarà una cura efficace. Bisogna proteggersi per sé stessi ma anche per proteggere la comunità: ogni persona che sfugge al contagio salverà tante altre persone!

Abitudini di sempre al tempo del coronavirus

E’ importante cercare di mantenere le nostre abitudini, per quanto possibile. Fare esercizi, cercare di prendere luce, lavorare e studiare come sempre…ma dentro casa. Il Coronavirus non fa sconti a nessuno.

Non è semplice. La limitazione della libertà di movimento, associata alla preoccupazione per la malattia, può portare a stati d’ansia che possono rendere la quarantena un vero incubo!

In Italia si sta cercando di affrontare il problema in maniera creativa, come abbiamo sempre fatto! Non possiamo vederci? E allora parliamo dal balcone. Non si va in discoteca o nei locali? E allora balliamo sulle terrazze condividendo la musica in momenti irripetibili. In tutta la penisola si moltiplicano iniziative di condivisione da lontano, musica, canti e balli per sentire di essere parte di qualcosa. La meraviglia è affacciarsi al balcone e vedere i propri vicini alzare le mani in gesti di saluto prima impensabili.

Il virus, allontanandoci fisicamente, ci sta avvicinando tutti quanti. Uniti dalla medesima sorte stiamo tutti combattendo per salvare le nostre abitudini e il nostro stile di vita da un capovolgimento epocale. Le strade vuote si riempiono di sguardi e di sorrisi lontani di persone che non aspettano altro che scendere in strada per ritrovarsi.

Ansia e stress, come affrontarle

L’Italia ai tempi del Coronavirus è un’Italia che si scopre solidale e resiliente. La forza insita in ognuno di noi viene messa alla prova e quasi tutti stanno cercando di dare il meglio. Rispetto delle regole e privazioni per il bene comune è il mantra che tutti, o quasi, stanno ripetendo per sostenersi in questo periodo.

Ma non è facile. Possono insorgere stati di ansia e di stress legati alla situazione particolare che stiamo vivendo e alle privazioni cui siamo sottoposti. L’ansia di combattere un nemico invisibile contro il quale sembrano non esserci difese, può portare a stati di malessere profondo.

E’ molto importante cercare di tranquillizzarci e cercare di vivere il più serenamente possibile questa emergenza. Ma come fare?

Gli amici sono una risorsa importantissima! Restare in contatto con chi amiamo, anche da lontano, è fondamentale. E allora ben vengano tutti i mezzi possibili! Telefono, Skype, WhatsApp, Telegram, Messenger. Ogni mezzo che ci permetta di mantenere vivi i nostri contatti con il mondo esterno ci aiuterà a vivere meglio.

Bisogna darsi una routine quotidiana, fatta di lavoro, ma anche di movimento e di svago prediligendo quelle attività che ci fanno rilassare.

Un buon libro, una serie tv, ascoltare della musica, sono tutte attività da fare tra le mura di casa e che ci aiuteranno a stare meglio.

La Cannabis, come aiuto contro l’ansia

Se poi l’ansia dovesse salire troppo, bisognerà tenerla a bada e, sicuramente, l’uso della cannabis può essere di grande aiuto. La cannabis, infatti, è largamente utilizzata per trattare stati di ansia e di stress perché facilita il rilassamento. Fumare può aiutare a gestire il carico emotivo della quarantena e permetterci di affrontarla meglio!

L’utilizzo della cannabis come coadiuvante nel trattamento degli stati d’ansia è ormai attestato e ampiamente riconosciuto. Il cannabinolo aiuta a rilassarsi senza dare assuefazione e per questo è decisamente preferibile a tutti gli ansiolitici presenti sul mercato.

Non bisogna poi trascurare il lato ludico! Le lunghe serate casalinghe ai tempi del Coronavirus a volte sembrano non passare mai! Dopo aver visto tutte le serie tv presenti sulle piattaforme di streaming, il tempo sembra dilatarsi e sopraggiunge la noia. Come fare ad affrontarla?

La noia non fa bene, nel vuoto causato dalla pandemia si accrescono i pensieri negativi e si ingenera un circolo vizioso che porta dalla noia all’ansia. La cannabis può essere di aiuto anche in questo caso!

Una volta esauriti tutti gli escamotages possibili, dalle videochiamate ai giochi online, dalle danze sul terrazzo alla pizza casalinga, bisogna trovare qualcosa per rilassarsi. Qualcosa che ci accompagni verso il sonno e ci rilassi in modo da permetterci di affrontare la giornata di domani con rinnovata energia.

La cannabis, come ho detto, anche in questo caso può aiutare. I suoi principi attivi, oltre ad agire in maniera efficace contro l’ansia, sono dei potenti rilassanti. Assumere cannabis aiuta a tranquillizzarsi e predispone verso il sonno.

Trovare il modo di rilassarsi è una cosa importantissima in questo periodo di incertezza e di paura perché, se siamo rilassati e sereni, stiamo bene. E se stiamo bene, siamo in grado di compiere lo sforzo collettivo per combattere e vincere questa battaglia

Coronavirus e cannabis terapeutica, possibili benefici?

Coronavirus e cannabis terapeutica, possibili benefici?

Coronavirus e cannabis terapeutica, possibili benefici?

Coronavirus e Cannabis è un’associazione particolare che a molti può far sorridere, ma non a tutti. Di pochi giorni è la notizia che il senatore Lello Ciampolillo, ex senatore del M5S ha scritto al ministro Speranza in merito a Coronavirus e cannabis. Il senatore ha invitato il ministro della salute a tener presente la possibilità di utilizzare la cannabis come possibile terapia contro il coronavirus.

Una teoria senza prove scientifiche

La teoria del senatore Ciampolillo in merito a Coronavirus e cannabis è la seguente. La vaporizzazione dei fiori di Cannabis ha già dato ottimi risultati nel trattamento di disturbi legati all’apparato respiratorio in pazienti terminali. Il fiore di cannabis inoltre, con i suoi 800 e più principi attivi, rafforza le difese immunitarie. Da qui la sua proposta di utilizzarla nel trattamento del nuovo virus.

I prodotti a base di Cannabis, come il Bedrocan, dovrebbero, secondo il senatore, essere testati nel corso di questa emergenza sanitaria.

Secondo il senatore, Coronavirus e cannabis potrebbero funzionare bene insieme e la cannabis potrebbe essere utilizzata nei pazienti anziani. Si sfrutterebbe la sua capacità di liberare le vie respiratorie per accompagnare i pazienti verso la guarigione.

Insomma, sarebbe una terapia di sostegno per aiutare la respirazione in quanti, affetti da polmonite dovuta a coronavirus, sono già trattati con altri farmaci.

Purtroppo, malgrado i numerosi benefici del cannabinolo, il binomio Coronavirus e cannabis non è ancora provato. L’utilizzo terapeutico di questo principio attivo non ha alcun sostegno scientifico. Al momento, poi, una serie di test per verificare la validità della proposta, non sembra essere prioritaria.

Pertanto, preferiamo sospendere il giudizio su quanto caldeggiato dal ministro aspettando che i medici trovino una cura efficace.

Cannabinolo e i suoi effetti terapeutici

Ma associare Coronavirus e cannabis non è detto che sia così azzardato! L’utilizzo della cannabis a scopo terapeutico è una pratica millenaria. Utilizzata in diverse culture del mondo, la Cannabis ha ormai dimostrato, anche a seguito di studi scientifici, la sua validità nel trattamento di molti disturbi. È attualmente utilizzata come coadiuvante nel trattamento di numerosi disturbi.

  • Disturbi del sonno. Le proprietà rilassanti della cannabis si utilizzano nelle patologie legate ai disturbi del sonno
  • Dolore cronico. La cannabis si è dimostrata molto utile nell’alleviare il dolore cronico di fibromialgie, emicranie e artrosi.
  • Problemi gastro-intestinali. Si utilizza come stimolante dell’appetito in patologie quali l’anoressia, cachessia.
  • Disturbi dell’umore. La cannabis si è dimostrata utile nel trattamento di iperattività e sindrome da deficit dell’attenzione.
  • Disturbi neurologici. La sindrome di Tourette, l’epilessia, la sclerosi multipla e i morbi di Parkinson ed Alzheimer reagiscono bene al trattamento a base di cannabinolo.
  • È anche utilizzata all’interno del trattamento dell’HIV, in caso di distrofia muscolare e in caso di tumori trattati con chemioterapia.

Sulla base di quanto sin qui detto, appare chiaro come un sostenitore dell’uso del cannabinolo possa chiedere di verificare il trattamento di Coronavirus e cannabis.

Principi attivi e sostanze psicotrope

I principi attivi contenuti nella cannabis sono molti e variano in base al diverso tipo di cannabis che viene presa in esame. Ognuno di essi ha delle caratteristiche che ne determinano la funzione.

Il THC, ad esempio, è la parte psicoattiva. Agisce sul cervello ed è utile nel trattamento di molti disturbi differenti, come l’Alzheimer, la sindrome di Tourette, il glaucoma e la sclerosi multipla. Viene anche usato come terapia di sostegno per quanti sono sottoposti a chemioterapia.

Il CDB è un altro cannabinoide. Si tratta di una sostanza anticonvulsivante che viene utilizzata nelle terapie contro i tumori e nel trattamento delle psicosi.

Il CBG è la sostanza base che si converte negli altri cannabinoidi. La sua assunzione porta al rilassamento muscolare ed ha notevoli proprietà antinfiammatorie.

L’utilizzo di queste sostanze, isolate, oppure insieme, è molto utile in tanti casi in cui con la medicina tradizionale non si riesce ad agire.

Possiamo dire a ragione che il senatore Ciampolillo abbia azzardato l’associazione tra Coronavirus e cannabis sulla base dei nuovi studi in merito all’utilizzo dei suoi principi attivi in molti ambiti.

Non possiamo tuttavia sostenere in alcun modo che sia effettivamente utile. Medici e ricercatori esperti avranno l’ultima parola in merito, e non è bene intraprendere terapie “personali” che non siano stare approvate dopo ricerche accurate.

Un efficace rimedio contro l’ansia e lo stress

Ma se non ci sono prove che l’utilizzo della cannabis possa essere curativo per il coronavirus, ci sono altri utilizzi che possiamo farne.

Uno dei problemi associati a questa nuova epidemia e alla quarantena che ne è derivata, è l’insorgere di stati di depressione e di ansia. Stati di stress dovuti all’incertezza per il futuro o alla costrizione tra quattro mura, sono in agguato per tutti. Imparare a gestire questo tipo di ansia è fondamentale per affrontare e superare questo periodo di inazione forzata. Ricordiamo inoltre che tenere l’umore alto e contrastare lo stress aiuta a mantenere alte le difese immunitarie.

In questo caso, Coronavirus e cannabis possono andare d’accordo! La cannabis, utilizzata come metodo testato ed efficace per combattere l’ansia e gli stati depressivi, può a ragione essere considerata un aiuto estremamente valido. Non per i malati, per i quali purtroppo ancora non esiste una terapia testata, ma per quanti, a casa, sono in uno stato di timore e di stress.

Si può combattere lo stress della quarantena abbassando gli stati d’ansia in molti modi. Chiamando un amico, ballando sul balcone al ritmo di musica insieme ai propri dirimpettai e, perché no, con la cannabis!

La cannabis, come abbiamo detto, grazie ai suoi principi attivi è un rimedio davvero efficace per affrontare e superare stress e ansia senza dare dipendenza.

La maggior parte dei farmaci contro l’ansia, infatti, può creare assuefazione, cosa che non fa la cannabis. Si tratta infatti di un principio attivo prescritto in dosi molto basse che rimangono costanti nel tempo. A differenza di altri farmaci che invece prevedono un aumento graduale nell’assunzione, per continuare a fare effetto, la cannabis rilassa senza dare dipendenza.

L’associazione tra Coronavirus e cannabis si può dunque fare come trattamento di supporto di quanti, a casa in quarantena, soffrono di forti stati di ansia e di stress.

9 cose che devi sapere sui club di cannabis a Madrid

9 cose che devi sapere sui club di cannabis a Madrid

9 cose che devi sapere sui club di cannabis a Madrid

Cerchi Cannabis a Madrid? Se sei un consumatore abituale di cannabis e sei in partenza per la capitale spagnola, ci sono alcune informazioni che devi raccogliere. Devi sapere che i cannabis club a Madrid non hanno nulla a che vedere con i coffe shop di Amsterdam. Hanno delle regole che è importante che tu conosca prima di arrivare e di chiedere l’ingresso. Perché la tua vacanza sia davvero speciale e per non trovarti in situazioni spiacevoli, ecco una lista di cose essenziali da prendere in considerazione. Leggila e considera ciascun punto con attenzione e vedrai che ti troverai bene!

1) Madrid è un mercato ancora in espansione!

Devi sapere che, a differenza di altre località spagnole, i club cannabis a Madrid sono arrivati con un po’ di ritardo. È un fenomeno ancora in grande espansione, aprono sempre nuovi locali e il panorama diventa sempre più vario ed interessante.

Sebbene non esista una legge per l’esistenza di questi club, i principi di libertà individuale e di associazione sanciti dalla costituzione spagnola lo permettono. Si tratta di associazioni a cui i soci delegano la coltivazione delle proprie piante e nei quali si può acquistare e consumare liberamente la cannabis. Madrid, come dicevo, ha avuto un lieve ritardo nell’affermazione di questo fenomeno, ma adesso conta circa 80 cannabis club. E sembra destinata a raggiungere i livelli di Barcellona, dove il fenomeno è iniziato diversi anni prima.

2) Madrid sarà la nuova Barcellona?

Se sei abituato a Barcellona e alla relativa facilità di trovare un club lì, Madrid potrebbe sembrarti ancora indietro. Come già detto, il mercato della cannabis a Madrid è arrivato in ritardo. Madrid, inoltre, non ha goduto delle leggi più permissive della Catalogna come Barcellona. In ogni caso il trend di crescita sembra far presupporre che in breve tempo diventerà la capitale spagnola della Cannabis

Una lista aggiornata dei social club dove comprare marijuana a Madrid, la puoi trovare sul sito weedmaps.com. Ti suggerisco di dargli uno sguardo!

3) Entrare in un cannabis club

Se vuoi accedere ad un club cannabis a Madrid, devi tenere presente che non è così semplice! Il primo requisito per accedere è infatti quello di essere presentato da un membro interno al club! Il motivo di questa scelta che sembra antieconomica risiede nella particolare situazione legale della cannabis in Spagna. Vale a dire che non esiste una legge che permetta il consumo e la coltivazione di cannabis ma solo un vuoto legislativo. All’interno di questo vuoto legislativo, protetti dagli articoli della costituzione, vivono i cannabis club che hanno diritto di esistere solo in quanto PRIVATI. Non si tratta di locali pubblici, perché il consumo in pubblico di marijuana è sanzionato! Ogni club cannabis a Madrid è dedicato solo ai propri membri e fa una stretta selezione all’ingresso

4) Occorre essere residenti?

Secondo le regole, per entrare in un club cannabis a Madrid, occorre dare un valido indirizzo in spagna. Questo ha fatto sì che moli club chiedessero un indirizzo di residenza e negassero l’accesso ai non residenti. In realtà per fortuna non è sempre così difficile! A molti club basta avere un indirizzo di residenza temporaneo, come quello dell’albergo o del B&B in cui risiedi. Solo i club più esclusivi chiederanno il tuo reale indirizzo di residenza!

5) Adesione ad un club

I club cannabis a Madrid offrono generalmente diverse opzioni di adesione. A differenza di altri posti, come Barcellona, infatti non c’è solamente l’opzione annuale! A Madrid potrai scegliere qualsiasi opzione tra uno, tre, sei o dodici mesi. Questa è una soluzione pratica che serve a contenere il numero di membri di un club. Potrai fare la tessera solo per il periodo della tua permanenza. In questo modo il club non avrà un numero eccessivo di tessere inattive e tu spenderai meno per l’adesione

6) Regole legali per acquisto e trasporto

Se entri a far parte di un club cannabis a Madrid, dovrai ricordarti sempre che il trasporto ed il consumo di cannabis è illegale. Dovrai pertanto consumare sul posto tutto quello che acquisti! Secondo la legge, infatti, coltivazione e consumo di cannabis sono permessi esclusivamente in privato! Se poi devi proprio trasportarlo, sappi che la legge spagnola impedisce i controlli corporali senza un mandato. Vuol dire che, se trasporti una modica quantità di cannabis per uso personale, la dovrai tenere nella biancheria. Lì nessuno potrà venirla a cercare!

7) Controlli della polizia

Ricorda sempre che la costituzione spagnola protegge solo chi fuma in ambienti privati: a casa come in un club sarai libero di farlo. Ti sconsiglio vivamente di metterti a fumare in pubblico! I controlli sono frequenti ed essere trovato a fumare in strada potrebbe farti avere una multa. I controlli potrebbero essere spiacevoli, pertanto fai molta attenzione e cerca di non cedere alla tentazione!

Non devi neanche fidarti a portare in giro la tua cannabis! I controlli di polizia in spagna sono più frequenti che da noi e potrebbe essere sgradevole essere presi!

Se invece entri in un club, non devi temere. La polizia interviene solo in caso di club non in regola con la normativa o invischiati in attività illegali. È però vero che, vista la loro posizione giuridica, la maggior parte dei club sta attenta a non fare nulla al di fuori della legge. I club proteggono la propria autonomia e la privacy dei clienti mettendo in atto una serie di pratiche virtuose nel rispetto della legge. Al loro interno sarai protetto e non avrai alcun problema con le forze dell’ordine.

8) Marijuana a scopo terapeutico

Se sei un consumatore abituale di Cannabis a scopo terapeutico, ti devo informare che in Spagna non è possibile farsela prescrivere. La legge non consente ai medici di prescrivere cannabinoidi! Ma di fatto questo non è un problema. Ti basterà chiedere l’accesso ad uno dei tanti social club cannabis a Madrid e potrai acquistare quello che ti serve. Dovrai però fare attenzione, come dicevo, al trasporto. Se ti serve della cannabis da consumare a casa, dovrai essere estremamente discreto e ti suggerisco di acquistarne modiche quantità.

9) I club come soluzione alla malavita

I club cannabis a Madrid sono una soluzione legale ed efficace per combattere la malavita legata allo spaccio di sostanze stupefacenti. Permettono ai consumatori di acquistare cannabis in ambienti protetti e controllati senza incorrere in spiacevoli situazioni. Non acquistare la tua cannabis in strada, affidati sempre ad un social club!

Ristoranti dedicati alla marijuana a Barcelona

Ristoranti dedicati alla marijuana a Barcelona

Ristoranti dedicati alla marijuana a Barcelona

Cosa c’è di meglio, dopo aver fumato marijuana a Barcelona, dell’andare a mangiare in un buon ristorante? Come ben sa chi consuma abitualmente cannabis, il desiderio di cibo, nonché l’appetito, aumenta considerevolmente dopo aver fumato! Inoltre, spesso, dopo aver fumato i sapori vengono percepiti in maniera diversa pertanto non sempre è facile trovare ristoranti soddisfacenti.

Uscire da un social club ed entrare in un buon ristorante è un’esperienza da fare, ma è fondamentale trovare i ristoranti adatti!

I fumatori di marijuana a Barcelona hanno un loro giro di ristoranti preferiti in cui andare a soddisfare il proprio palato stimolato dalla cannabis.

In questa lista ti segnalo quelli che sono i più apprezzati e da quali club li puoi raggiungere con facilità.

Chaka Khan
Carrer de l’Hospital, 104, 08001

Chakra Khan è un fantastico ristorante asiatico situato all’inizio della Rambla del Raval. È un ristorante dall’ottimo cibo e dall’ambiente raffinato e accogliente con personale molto gentile. Si può mangiare all’aperto o all’interno in uno dei due piani del ristorante. Il menù varia a seconda della stagione, ti suggerisco quindi di verificare sul loro sito per sapere cosa preparano. Ti garantisco che, qualsiasi cosa tu ordini, se ami la cucia asiatica, non resterai deluso!

Puoi visitare questo ristorante dopo essere stato nel Dr Dou cannabis social club. Si tratta di un club privato, ma se riesci ad ottenere l’accesso, ti garantisco che è uno dei migliori club di marijuana a Barcelona!

Cera 23
Carrer de la Cera, 23, 08001

Se esci sempre dal club Dr. Dou, ma anche dal LaKalada, o dal StrainHunters, ti suggerisco di visitare il Cera 23. Un ristorante di tapas spagnolo con moltissime varietà di piatti tradizionali e innovativi. È un ristorante accogliente, perfetto per una cena romantica come per un meeting di affari. Si tratta di un ristorante con pochi coperti, pertanto ti suggerisco di prenotare prima di andare. Se consumi abitualmente marijuana a Barcelona, questo ristorante ti stupirà per la sua varietà di sapori.

Closet Restaurant
Carrer de l’Hospital, 157, 08001

Ristorante mediterraneo, anch’esso non lontano dai club Dr. Dou e LaKalada. Molto raccolto, consiste di una piccola stanza con pochi tavoli. L’aspetto esteriore non è importante, tuttavia! La qualità del cibo farà vibrare le vostre papille gustative a livelli sin ora sconosciuti. Dopo aver fumato marijuana a Barcelona, cenare in questo piccolo ristorante sarà un’esperienza davvero unica!

Bella Toscana
Rambla del Raval, 9, 08001

Dopo aver visitato il Dr. Dou social club, ma anche il Carme 66, puoi provare uno dei migliori ristoranti italiani di Barcellona. Lo so, quando sei all’estero non ami cenare in ristoranti italiani e preferisci provare la cucina locale, ma, credimi, ne vale la pena! Puoi cenare all’aperto in un ambiente raffinato e assaggiare ottimi primi o piatti di pesce davvero speciali! Tra i fumatori di Marijuana a Barcelona il bella Toscana è uno dei ristoranti più apprezzati!

Patagonia Beef & Wine
Gran Via de les Corts Catalanes, 660, 08010

Se dopo aver fumato marijuana a Barcelona, desideri invece un bel piatto di carne, ti suggerisco di non perderti questo ristorante argentino! È un ristorante molto elegante e accogliente e dal cibo di una qualità sorprendente. Scoprirai delle sensazioni incredibili, soprattutto se arrivi preparato da una visita alt Mon Ami, al Choko, o al Tresor, i vicini social club. Ti suggerisco di prenotare anticipatamente perché si tratta di un ristorante molto richiesto, e di indossare un abbigliamento formale o elegante.

La Tramoia
Rambla de Catalunya, 15, 08007

Uscendo da LaMente cannabis club, ti suggerisco di assaggiare i piatti serviti in questo ristorante. Si tratta di un locale con un servizio professionale e dal cibo eccellente. Se poi è gustato sotto l’effetto della cannabis, il risultato sarà davvero incredibile!

Gusto del Born
Passeig del Born, 16, 08003

Se invece devi uscire a pranzo, prima di rifugiarti nel Circulo cannabis club, ti suggerisco questo ristorante italiano. Qui potrai gustare le migliori lasagne di Barcellona. Economico e perfetto per un pranzo abbondante e veloce.

La Taguara
Carrer del Rec, 10, 08003

Se poi, prima di andare al Circulo cannabis club, desideri un pranzo vegetariano, non posso non consigliarti La Taguara.

Tipico ristorante venezuelano, si distingue per la vasta offerta di piatti vegetariani adatti anche ai palati più esigenti. Si tratta di un locale perfetto per pranzi veloci o per un aperitivo. Tavoli alti dove consumare in piedi le pietanze acquistate, non lo rendono l’ideale per una cena rilassante dopo aver fumato marijuana a Barcelona!

Tlaxcal
Carrer del Comerç, 27, 08003

Uscendo dal Circulo cannabis club, vorrai invece sederti e mangiare comodamente! Potresti allora prendere in considerazione questo eccellente ristorante messicano. I piatti sono eccellenti, la qualità delle materie prime è davvero alta e lo staff è accogliente ed amichevole.

Da Greco
Carrer de Santa Teresa, 10, 08012

Se sei riuscito ad avere un invito per accedere al Saigon cannabis club, ti suggerisco, dopo aver fumato marijuana a Barcelona, di provare a mangiare in questo buon ristorante italiano. Non lontano dal club, offre un ambiente romantico e raccolto. Le porzioni sono generose e i piatti sono gustosi. Ti suggerisco di concentrarti sui primi che sono davvero spettacolari!

El Mercat
Carrer de Casp, 35, 08010

Si tratta di un ristorante elegante e costoso che serve cucina catalana. Frequentato dall’alta società di Barcellona, questo ristorante è davvero uno dei migliori nel suo genere. Sebbene caro, è sempre molto frequentato e quindi sarebbe bene prenotare un tavolo in anticipo.

Dopo aver mangiato a El Mercat, potrai visitare due dei migliuori club di marijuana a Barcellona: il Choko e il Mon Ami.

Gilda
Carrer Ample, 34, 08002

Se sei stanco della cucina spagnola, e non vuoi andare nell’ennesimo ristorante italiano, prova invece un ristorante belga! Il Gilda è un ristorante particolare che serve ottimi piatti di carne nel quartiere gotico della città. Perfetto dopo aver fumato al Circulo social club!

Tutti questi ristoranti che ti ho elencato sono facili da raggiungere da alcuni dei migliori social club della città.

Sebbene siano abituati ad avere consumatori di cannabis tra i propri clienti, non sono ristoranti in cui poter fumare. Ricorda quindi di acquistare e fumare all’interno dei club e solo dopo, andare a soddisfare la tua fame in uno di questi fantastici locali!